La scienza… Delle storie – Guardare, pensare, creare

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La scienza… Delle storie

Guardare, pensare, creare


a cura di Irene Catani (Gruppo Sinapsi): Studentessa di filosofia magistrale che si sta “specializzando” in storia della scienza ed epistemologia, oltre a studiare al master IFRA di Psicomotricità (Bologna).

Durata: 1 h e 30 minuti circa.

Età: bambini e bambine tra gli 8 e 10 anni.

Numero di bambini/e: non più di 10-12 (il laboratorio sarà ripetuto a orari diversi per più gruppi).

Obiettivo: creare una storia di gruppo che sia il risultato dell’esperienza fatta insieme e che verrà letta in conclusione.

A partire dalla narrazione della fiaba “Il sole e lo scienziato” di Mario Lodi(*) inviterò inizialmente i bambini e le bambine a ragionare insieme su alcuni temi presenti nella storia. Ad esempio, cos’è uno scienziato? Cosa fa uno scienziato? Cosa guarda uno scienziato? Lo sguardo dello scienziato com’è? Cosa usa per guardare? Cosa vede allora? Cosa significa pensare? Uno scienziato a cosa pensa? Perché? Etc…

Tengo a specificare che si tratta di domande indicative, che ogni gruppo di bambini e bambine è unico nel suo genere e che il mio ruolo sarà quello, una volta dato il via alla discussione, di coordinarla e di incoraggiarne gli spunti originali, avendo cura di scrivere sulla lavagna a fogli mobili le parole chiave e i concetti fondamentali (in modo da avere a disposizione una traccia mnemonica visibile).

Data l’importanza dell’esperienza e dell’espressività corporee nel coadiuvare quelle prettamente cognitive e verbali, come seconda parte del laboratorio proporrò tre attività differenti (a seconda del gruppo di bambini vedrò quale privilegiare fra le prime due, mentre la terza rimarrà fissa ai fini della produzione della storia finale).

1- Lenti di ingrandimento da utilizzare in relazione a diversi materiali: metterò a disposizione dei bambini tre o quattro lenti, con caratteristiche d’ingrandimento differenti, per osservare vari materiali; avrò cura di sceglierli in modo che, filtrati dalla lente, si presentino con caratteristiche visive sensibilmente diverse rispetto alla normale osservazione ad occhio nudo: es. carte di varie lavorazioni, tessuti, sassolini, foglie, immagini particolareggiate. All’osservazione seguirà un confronto di gruppo su ciò che si è osservato e i bambini verranno invitati ad utilizzare colori a dito o a cera per riprodurre lo stimolo visivo preferito.

2- Acetati colorati: guiderò i bambini nella creazione di filtri colorati grazie a pennarelli indelebili con cui colorare a piacere il proprio acetato e, attraverso questi “occhiali colorati”, ad osservare la realtà circostante. Anche in questo caso ai bambini verrà proposto di discutere assieme dell’esperienza visiva e delle emozioni, sensazioni e osservazioni sopraggiunte.

3- Sei strani oggetti: i bambini verranno divisi in due gruppi. Proporrò sei oggetti (tre per gruppo che poi si scambieranno) la cui natura e il cui utilizzo non siano chiari (per capirci, non si tratterà di di forchette, matite, cappelli): ai due gruppi verrà chiesto di descrivere in modo preciso ognuno dei tre (utilizzando la vista come canale privilegiato ma facendo attenzione anche agli altri canali sensoriali) e di ognuno pensare e scrivere:

1- cosa potrebbe essere.
2- A cosa potrebbe servire.
3- Da dove potrebbe provenire.
4- È un oggetto antico? È un oggetto moderno?
5- Come potrebbe essere messo in relazione con gli altri?
Etc…

In questo modo, dovremmo aver raccolto tantissimo materiale esperienziale per poter scrivere una storia di gruppo, che raccolga tutte le riflessioni e le immagini prodotte nel corso del laboratorio.

(*) Si tratta di un racconto tratto dal volume Fiabe italiane. Inventate dai bambini di oggi.
Lodi girò tutta l’Italia tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 per raccogliere le idee narrative dei bambini. La storia è stata riadattata da Lodi ma i contenuti sono stati ideati da bambini e bambine di terza elementare.